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Il Lazzaretto Vecchio e la Scuola Grande di San Marco

CORSO di STORIA della SANITA’ 2013


Il Lazzaretto Vecchio e la Scuola Grande di San Marco
due patrimoni monumentali della storia della sanità

martedì 22 ottobre 2013 ore 17,30, Aula Magna
Il Lazzaretto Vecchio e le rotte mediterranee della sanità,
saluto del presidente Michele Gottardi, presenta e coordina Gaetano Thiene ( Università degli studi di Padova),
relatrice Nelli-Elena Vanzan Marchini, interviene Girolamo Fazzini (responsabile del Lazzaretto Novo).


martedì 29 ottobre ore 17,30, Sala Tommaseo
L'Ospedale dei veneziani e la Scuola Grande di San Marco,
relatrice Nelli-Elena Vanzan Marchini, intervengono al dibattito Giuseppe Dal Ben (direttore generale dell'USSL 12), Lorena Dal Poz (Soprintendente ai Beni Librari del Veneto), Giovanna Damiani (Soprintendente SPSTAE e per il polo museale di Venezia), Erilde Terenzoni (Soprintendente Archivistica per il Veneto).


martedì 5 novembre ore 17,30 tavola rotonda
I patrimoni della sanità veneziana, progettualità europea e modelli di sviluppo compatibile
partecipano: Alberto D'Alessandro (Consiglio d'Europa, Venice Office), Fausta Bressani (Direzione dei Beni Culturali della Regione del Veneto), Umberto Marcello del Majno (Comitati Internazionali dei privati), Vincenzo Tiné (Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto), Erminia Sciacchitano (referente MiBact per la cooperazione con il Consiglio d’Europa) introduce e coordina Nelli-Elena Vanzan Marchini (presidente del CISO Veneto).

 

Cari amici di Venezia e della sua civiltà,
quest'anno in accordo con Michele Gottardi, presidente dell'Ateneo Veneto, che ormai tradizionalmente ospita il corso di storia della sanità, abbiamo organizzato tre conferenze-incontri su due patrimoni monumentali emblematici per la conoscenza storica della vita e delle strategie di sopravvivenza e di cura nella società veneziana.
Il Lazzaretto Vecchio fu il primo lazzaretto della storia, fondato nel 1423 dal Senato per contrastare la peste si strutturò come ospedale laico ad alto isolamento. Il suo modello venne adottato poi anche dagli altri stati europei che ne constatarono l'efficacia poiché la peste non entrò più a Venezia dopo il 1630, mentre continuò a imperversare negli altri porti mediterranei per tutto l'Ottocento.
Oggi l'isola, affidata dal demanio alla Soprintendenza Archeologica del Veneto per farne un museo archeologico, è stata parzialmente restaurata dal Magistrato alle Acque con una spesa di 25 miliardi di lire. La mancanza di fondi per realizzare l'ambizioso progetto museale ha rischiato di consegnare l'isola all'abbandono e ai vandali. Fortunatamente è di questi giorni la notizia che la sua custodia è stata affidata a Girolamo Fazzini che gestisce da tempo il Lazzaretto Novo. Ma certamente la miglior tutela è la valorizzazione secondo un progetto realizzabile e partecipato.
Per questo è necessario che la società civile dibatta e condivida le scelte su questa parte di città, proponendo soluzioni diverse dal solito grande albergo privato, ma anche nuove rispetto a vecchie e dispendiose strutture museali per le quali non ci sono più fondi pubblici e forse nemmeno mercato in una città che è tutta museo diffuso.
Il Lazzaretto fu un polo strategico che consentì lo sviluppo mercantile accogliendo per gli espurghi merci e passeggeri provenienti da tutte le nazioni, divenne perciò il simbolo dello sviluppo sostenibile e della prevenzione. Oggi l'isola, con una adeguata progettazione segmentata, partecipata e condivisa, potrebbe costituire uno spazio vitale per i veneziani soffocati dal pendolarismo turistico, offrendo al tempo stesso una originale esperienza culturale e ambientale sia ai residenti che al turismo di qualità.
Gli spazi verdi e le ampie cubature dei "tezoni" potrebbero costituire il riferimento lagunare per attività artigianali tradizionali, per iniziative culturali e sportive, per punti di ristoro, per convegni e spazi espositivi o per eventi temporanei della Biennale. Per far ciò è indispensabile che si mobilitino le coscienze internazionali insieme a quelle dei residenti, solo così si riuscirà a restituire a Venezia la fruizione del Lazzaretto Vecchio la cui ubicazione a 60 metri dal Lido lo colloca nel cuore della laguna e della città anfibia.
La Scuola Grande di San Marco è, assieme alla basilica e alla piazza, uno dei monumenti simbolo di Venezia. Al suo valore artistico di scrigno dell'arte rinascimentale corrisponde il valore archivistico delle testimonianze strumentarie e documentarie che raccontano la storia dell'Ospedale Civile che nel XIX secolo la aggregò assieme al convento dei Domenicani (XIII sec.) all'Ospedale di San Lazzaro e Mendicanti (1595).
La grande area ospedaliera nel Novecento incorporò anche il seicentesco convento di Santa Maria del Pianto e accolse i nuovi padiglioni Jona e Gaggia.
L'archivio del Civile ci racconta la storia dell'assistenza e della cura e le vicende di una sanità cresciuta con le donazioni private, difesa e sostenuta dall'impegno pubblico.
Il museo, la biblioteca antica, gli strumenti chirurgici, le sale rinascimentali con i bei telèri..., che caratterizzano questo patrimonio unico al mondo anche per la sua eterogeneità, da un decennio sono chiusi al pubblico. Come restituirli alla collettività e secondo quale progetto?
Gli incontri saranno aperti al pubblico.
Spero che gradiate l'invito a partecipare e con l'occasione vi invio cordiali saluti,
Nelli Vanzan Marchini
presidente
Le conferenze-dibattito si terranno all'Ateneo Veneto:
il 22 ottobre alle ore 17,30 con Nelli Vanzan Marchini,Gaetano Thiene dell'Università degli Studi di Padova, Girolamo Fazzini responsabile del Lazzaretto Novo : La storia e il futuro del Lazzaretto Vecchio,
il 29 ottobre alle 17,30 L'Ospedale dei veneziani e la Scuola Grande di San Marco, relatrice Nelli Vanzan Marchini, sono invitati al dibattito Giuseppe Dal Ben direttore dell'USSL 12 veneziana, le soprintendenti Lorena Dal Poz, Giovanna Damiani, Erilde Terenzoni.
il 5 novembre parteciperanno alla tavola rotonda su I patrimoni della sanità veneziana, progettualità europea e modelli di sviluppo compatibile
Alberto D'Alessandro (Consiglio d'Europa, Venice Office), Fausta Bressani (Direzione dei Beni Culturali della Regione del Veneto), Umberto Marcello del Majno (Comitati Internazionali dei privati), Vincenzo Tiné (Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto), Erminia Sciacchitano (referente MiBact per la cooperazione con il Consiglio d’Europa)